La ministra fa la gnorri

Ma la ministra Mariastella Gelmini ci è o ci fa? Beh, perché viene proprio da chiederselo quando la signora in questione va a dire ai giornalisti che non capisce perché gli universitari protestino, visto che l’università è toccata in minima parte dal suo decreto, convertito in legge. Naturalmente è tutta colpa della sinistra che dice le bugie. Solo che la ministra furbetta finge di dimenticare che se è vero che il decreto legge 137/08 (quello a cui lei si riferisce) tocca in minima parte l’università, il danno lo fa – ed è grande – la legge 133/08.

Che cosa accadrà all’università italiana? Ecco che cosa scrive in proposito un gruppo di dottorandi e ricercatori:

Con il blitz del 6 agosto il governo Berlusconi ha convertito in legge il decreto 112 – impudentemente chiamato “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” – proseguendo il processo di “riforma” da parte della destra di Scuola e Università. Ormai da un mese contro questo provvedimento scendono in piazza allievi, genitori, maestri, professori, personale tecnico e amministrativo, precari dell’insegnamento. La mobilitazione è forte anche nelle Università: la protesta di studenti, dottorandi, precari della ricerca si estende da Torino a Palermo, passando per Milano, Genova, Pisa, Firenze, Bologna, Roma… Alcune facoltà sono già state occupate, in altre i corsi sono stati bloccati, la didattica interrotta.
Non c’è da sorprendersi: tutti quelli che vivono e lavorano nelle scuole e nelle università hanno capito che il provvedimento Tremonti-Gelmini rappresenta un forte attacco a tutto il mondo della formazione, hanno capito che dietro a parole come “semplificazione” e “stabilizzazione” c’è il disimpegno dello Stato, che “competitività” e “perequazione” vogliono in realtà dire “svendita”. Dalle scuole materne fino a quelle di dottorato e oltre, tutto il sistema dell’istruzione viene destrutturato, attraverso tagli ai fondi, precarizzazioni, blocco delle assunzioni…

ECCO COSA PREVEDE LA LEGGE DI TREMONTI E GELMINI

- Blocco delle assunzioni: nei prossimi tre anni è prevista una sola assunzione ogni cinque pensionamenti. Il che vuol dire una drammatica riduzione del turn over e un conseguente invecchiamento della classe docente, già ora fra le più vecchie d’Europa. Ciò segnerà anche l’impossibilità d’accesso alla ricerca ed alla didattica dei più giovani, allungando in modo insostenibile i tempi del reclutamento.
Saranno assunti solo i pochissimi che possono aspettare i tempi delle lunghissime e indecorose “liste d’attesa”: per gli altri che non vengono da una famiglia benestante c’è la rinuncia o la fuga all’estero. Un
abbandono che impoverisce tutta la società, visto che l’istruzione e la ricerca non sono spese superflue, ma ciò su cui si gioca il futuro di un paese.

- Taglio ai fondi di finanziamento ordinario: fino al 2013 sono previsti tagli per 1mld 441 milioni di euro, una sottrazione pari a circa il 20% in meno ogni anno rispetto al bilancio 2008. Bilancio peraltro già irrisorio, visto che il 90% delle Università è costretta già da ora a sfondare i tetti di spesa. Questi tagli porteranno a un aumento indiscriminato delle tasse e del numero di studenti per docente, e ad un ulteriore peggioramento della qualità della didattica, della ricerca e di tutti i servizi, con riduzione delle borse di studio, peggioramento o chiusura di mense, biblioteche, laboratori, segreterie, residenze universitarie…
- Possibilità di trasformare le Università in fondazioni di diritto privato: per finanziarsi e sfruttare al massimo la loro “autonomia” (ma autonomia da cosa? Dai vincoli di civiltà che la collettività pone agli interessi smodati del mercato!), le Università apriranno a soggetti privati, come singoli finanziatori o aziende, l’accesso negli organi direttivi degli Atenei. Chiaramente, nessuno dà niente per niente, e così verrà alienato ciò che appartiene a tutti. Conseguenze: adeguamento dei programmi agli interessi delle aziende, maggiore controllo della ricerca (saranno infatti finanziati solo i programmi che rientrano in determinati criteri stabiliti dal governo o dall’UE), sino alla svendita “materiale” del patrimonio immobiliare per reperire fondi.

All’Università italiana mancano almeno 30.000 ricercatori per rientrare nella media OCSE. Abbiamo il minor numero di dottori di ricerca e di ricercatori per abitante d’Europa. Non certo per preoccupazioni di ordine sociale o culturale, ma solo per “armarsi” nell’aspra competizione del mercato globale, i governi dell’UE si sono impegnati nel 2002 a destinare alla ricerca almeno il 3% del PIL: il nostro paese ne spende oggi l’1%.

Ma anche in un periodo di crisi economica vanno cercate altrove le spese da tagliare: l’Italia è all’8° posto al mondo per spese militari (25mld di euro, oltre il 2% del PIL, in incremento continuo), senza parlare dell’evasione fiscale e dei 3mld di euro impegnati per finanziare i privilegi di una delle classi politiche più ricche e corrotte d’Europa!

Economia, le misure anti-crisi

Il ministro ombra delleconomia e delle finanze Pierluigi Bersani

Il ministro ombra dell'economia e delle finanze Pierluigi Bersani

Ecco le 11 proposte presentate il 16 ottobre dal Governo Ombra del PD per contrastare la crisi finanziaria.

Vi sembrano misure efficaci? Che cosa ne pensate?

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Il Pd condivide le misure di sostegno ai mercati finanziari concordate ai recenti appuntamenti dell’Eurogruppo ed Ecofin e finalizzate a garantire i risparmiatori, a ricapitalizzare le istituzioni finanziarie in difficoltà e ad assicurare il credito interbancario.

Il Pd condivide, pertanto, le misure previste nei due decreti legge approvati dal Governo a seguito delle riunioni dell’Eurogruppo; il Pd considera, tuttavia, necessario modificare i due decreti in due direzioni. In primo luogo, per coinvolgere il Parlamento e dare trasparenza alle principali scelte dell’esecutivo. In secondo luogo, per far fronte all’emergenza sul campo dell’economia reale: occupazione, redditi da lavoro e pensione, credito alle micro, piccole e medie imprese, investimenti pubblici e privati.

Infatti, dai mercati finanziari, la crisi ha investito l’economia reale. Gli andamenti delle Borse di tutto il mondo, dopo l’attuazione dei piani straordinari di salvataggio decisi dai Governi dell’Unione europea e degli stati Uniti, indicano la crescente preoccupazione degli operatori di mercato per la contrazione dell’attività economica. La priorità della politica economica ora è l’economia reale.

Per l’Italia, le previsioni per il 2009 sono drammatiche, peggiori di quelle fatte per gli altri Paesi europei. Dovrebbe essere evidente a tutti, ora, quanto il Pd sostiene da mesi, ossia che la politica economica del Governo è completamente fuori contesto: cosa valgono oggi le Robin tax, in un mondo bancario ed assicurativo in pesante difficoltà e la caduta dei prezzidel petrolio? A cosa serve la parziale detassazione degli straordinari, quando aumenta in modo esponenziale la cassa integrazione? Non era meglio utilizzare per chi non arriva alla quarta settimana i 2,5 miliardi di euro spesi per eliminare l’Ici sulle famiglie più ricche?

È necessario, quindi, un intervento anticiclico da parte del Bilancio Pubblico. Un intervento reso possibile dalla solidità dei nostri fondamentali di finanza pubblica (si vedano, da ultimo, le previsioni della Nota di Aggiornamento del DPEF 2009-2011 in base alle quali il saldo dei conti delle amministrazioni pubbliche va, in termini strutturali, in attivo di 0,2 punti percentuali di Pil nel 2011) e dalle indicazioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin in merito all’applicazione del Patto di Stabilità e Crescita.

In base a quanto premesso, il Pd propone i seguenti emendamenti ai decreti legge per la stabilità del sistema creditizio (DL 155/08 e DL 157/08) e al Disegno di Legge Finanziaria:

Per la trasparenza ed il controllo democratico:

1. previsione di parere obbligatorio vincolante a maggioranza qualificata da parte delle Commissioni Finanze di Camera e Senato per tutti i provvedimenti attuativi delle disposizioni contenute nei decreti legge 155/08 e 157/08;
2. istituzione di un comitato ad hoc per l’attuazione delle misure previste nei decreti 155/08 e 157/08. Il comitato, presieduto dal Ministro dell’Economia, è composto dal Governatore della Banca d’Italia, dal Presidente della Consob, e due componenti aventi requisiti di elevata professionalità ed assenza di conflitti di interesse, nominati dai presidenti di Camera e Senato;

Per le famiglie:

3. a partire da Dicembre 2008, in corrispondenza del pagamento della 13-esima mensilità, riduzione delle imposte sui redditi da lavoro e da pensione per un importo medio di 400 euro all’anno attraverso l’aumento delle detrazioni. L’intervento, da prevedere nel Disegno di Legge Finanziaria, implica una rimodulazione del percorso di raggiungimento del pareggio del bilancio delle pubbliche amministrazioni;

4. in considerazione della decisione della BCE di offrire rifinanziamento illimitato al 3,75% alle banche dell’area Euro, sostituzione dell’Euribor (oltre il 5% la media al 15/10/08) con il tasso applicato dalla BCE al rifinanziamento delle banche quale tasso di riferimento per il calcolo delle rate dei mutui a tasso variabile contratti per l’acquisto dell’abitazione di residenza;

5. accesso dei piccoli risparmiatori possessori di obbligazioni o polizze index linked inesigibili alle tutele previste per i risparmiatori Parmalat, Cirio, ecc.;

Per le micro, piccole e medie imprese:

6. concessione ai Confidi dell’artigianato, del commercio e dell’industria della garanzia dello Stato per i crediti in essere e per i crediti concessi, fino al 30/06/09, alle micro, piccole e medie imprese. Istituzione ed avvio, entro il 30/06/09 di un fondo interbancario di garanzia dei crediti concessi alle micro, piccole e medie imprese. In tale quadro, sollecitare le banche a sospendere le richieste di rientro alle micro, piccole e medie imprese. In assenza di escussione delle garanzie, l’intervento non determina riflessi sui saldi di finanza pubblica;
7. accelerazione dei pagamenti dovuti dalle pubbliche amministrazioni alle micro, piccole e medie imprese, fissando un limite inderogabile di 60 giorni;
8. previsione di una soglia di credito alle micro, piccole e medie imprese (ad esempio, per il 2008, almeno la media dell’ammontare concesso nel biennio 2006-07) per l’accesso delle banche agli interventi previsti nei DL 155/08 e 157/08;

Per i lavoratori a rischio di disoccupazione:

9. estensione in via straordinaria e temporanea, previa valutazione del Ministero del Welfare, dell’accesso agli ammortizzatori sociali ai lavoratori colpiti dalla crisi e sprovvisti di copertura assicurativa;

Per lo sviluppo:

10. ripristino della piena operatività del credito d’imposta per gli investimenti delle imprese nel Mezzogiorno;

11. ripristino, attraverso il ricorso temporaneo ad un anticipo da parte di Cassa Depositi e Prestiti (ex art. 78, c. 8 del DL 112/08), delle risorse per gli investimenti tagliate dai recenti interventi di finanza pubblica;
12. sostenere un piano straordinario di investimenti in infrastrutture di interesse europeo (per l’energia, per la mobilità) da finanziare attraverso l’emissione di Eurobonds come proposto da Delors negli anni ‘90.

Idee per il partito e per l’Italia?

Cari lettori di questo blog, non so in quanti siate, ma spero il più possibile… Finora siete rimasti silenziosi, ma lo scopo di questo sito e di questo blog non è quello di avere un pubblico di lettori silenziosi, ma delle persone che siano capaci di esprimere le loro idee, che provino passione per la politica, che si arrabbino quando vedono che la politica lavora male.

Vorrei allora spronarvi con delle domande:

Secondo voi il governo Berlusconi sta lavorando bene? Se sì, quali sono le cose che ha fatto meglio? Se no, quali sono le cose sbagliate che ha fatto?

L’opposizione del PD è un’opposizione incisiva? Se non lo è, che cosa dovrebbe fare per svolgere meglio il proprio compito di opposizione?

Il PD è un partito che funziona? Ci sono cose che cambiereste? Come si potrebbe migliorare?

Che cosa serve oggi all’Italia per essere un paese moderno e per far stare bene gli italiani?