Debora Serracchiani scuote il PD


AAA idee e persone nuove per Levate cercansi

A giugno anche a Levate ci saranno le elezioni per il Sindaco e il Consiglio Comunale. Gli eventi recenti hanno reso più teso il clima politico del nostro paese. È per questo che il PD di Levate, alcuni esponenti della “Lista Civica per Levate” e delle persone che, pur non appartenendo ad alcuna lista o schieramento, hanno deciso di impegnarsi in prima persona hanno cominciato a trovarsi per pensare a come rendere migliore il nostro comune. Il desiderio è quello di costruire una lista per le elezioni comunali che porti una ventata di freschezza e di rinnovamento e che presti attenzione ai bisogni concreti del cittadino e alla qualità della vita.

Sono stati formati dei gruppi di lavoro e le discussioni si sono incentrate su diversi argomenti:

- Ambiente e territorio
- Servizi alla persona
- Istruzione e cultura
- Preordinato e programmato (verifica delle opere programmate, finanziate, appaltate, ecc. e del bilancio)
- Sport, tempo libero e associazionismo.

Se volete partecipare anche voi agli incontri e/o farci conoscere quali sono le vostre idee per Levate, scriveteci all’indirizzo pdlevate@gmail.com.

Le proposte del PD per l’università

Lezione allaperto in Piazza Vecchia a Bergamo

Lezione all'aperto in Piazza Vecchia a Bergamo

“Il Governo non ha presentato alcuna riforma, né della scuola, né dell’università. Ci piacerebbe poter discutere di un progetto di riforma, ma ad oggi discutiamo solo dei tagli decisi dal ministro Tremonti”. Attacca Veltroni al termine della riunione del governo-ombra, presenta dieci proposte che affrontano anche il nodo-università, annuncia la partecipazione del PD alla manifestazione del 30 ottobre,e chiede il ritiro del decreto-Gelmini, per discutere la riforma della scuola con le parti sociali in un arco di tempo definito.

Domani, al Senato, sarà l’ora del voto finale per il decreto Gelmini. Ma proprio mentre scriviamo la seduta al Senato sul Decreto Gelmini è stata sospesa dopo le proteste di PD e IDV sui tempi forzati della stessa.

Nell’incontro con la stampa Veltroni elenca i principi-guida che ispirano le 10 proposte del Pd, alternative a quei tagli che penalizzano un Paese che già spende per la scuola molto meno del resto d’Europa: “Primo la valutazione, il lavoro che viene fatto nelle scuole e nelle università deve poter essere valutato, ovviamente da soggetti esterni”; quindi l’autonomia, la modernizzazione, l’europeizzazione, il diritto allo studio, una politica edilizia basata sul modello dei campus. Tutto questo, avverte, “non si fa riducendo la spesa. Razionalizzando sì, ma non riducendo”.

A più riprese Veltroni attacca il governo e l’arroganza con cui l’esecutivo sta gestendo la situazione. “Questa fretta di approvare il decreto prima dello sciopero del 30 – ha detto il segretario PD – e’ sintomo dell’arroganza di non voler ascoltare non tanto la nostra voce, che non ascoltano per definizione, ma quella del mondo della scuola”. Si tenta di appellarsi al senso di responsabilità del governo: “L’intelligenza politica è ascoltare, specie quando un provvedimento crea questo livello di conflittualita’”.

Ma proprio mentre scriviamo la seduta al Senato sul Decreto Gelmini è stata sospesa dopo le proteste di PD e IDV sui tempi forzati della stessa. Il presidente, Renato Schifani, è irremovibile: entro oggi va concluso l’esame di tutti gli emendamenti. Il PD chiede un rinvio, e il senatore Giovanni Legnini protesta: “Non è possibile non consentire di spiegare le ragioni del voto sugli emendamenti a un decreto tanto importante, è un precedente grave”.

La capogruppo, Anna Finocchiaro, attacca: “Lei sta andando avanti con le votazioni come nulla fosse, negando il diritto dell’opposizione ad argomentare il voto degli emendamenti. Voglio dirglielo in tutta franchezza: è una delusione, e parlo da capogruppo”. A questo punto Schifani sospende la seduta e convoca la conferenza dei capigruppo, che decide di proseguire l’esame del decreto fino alle ore 22.

“Al Circo Massimo ho detto cose impegnative: si può e si deve tagliare dovunque, la spesa pubblica va ridotta. Ma non si taglia sul sistema formativo. Se in Italia si spende lo 0,9 si deve spendere di più. L’università’ e’ una priorità per cui si deve mettere mano al portafoglio”. E invece il governo pensa solo a tagliare le radici del futuro attraverso una riforma decisa dai tagli di “Tremonti, applicati dalla Gelmini”.

Per il Pd, in questo settore, “le parole chiave sono valutaziome, autonomia,
Il decalogo presentato dal PD denuncia il “blocco del turn over”, i “pesantissimi tagli finanziari”, la “trasformazione delle università pubbliche in fondazioni di diritto privato”. In particolare, “i tagli finanziari impediranno dal 2010 il pagamento degli stipendi ai dipendenti”, mentre il “blocco del turn over significa chiudere la porta in faccia a migliaia di giovani che vorrebbero dedicarsi alla ricerca e alla didattica”.

Insomma il decreto, come avverte il segretario del PD, “sta provocando in tutta Italia un movimento che non ha matrice politica. Il movimento pone il problema della difesa della scuola. Molte università chiuderanno con effetti pesanti sul sistema formativo”. Per Veltroni, “di fronte a questa mobilitazione la risposta di un governo responsabile e’ di discutere. Non all’infinito. Si dia un tempo, tra due mesi si chiude”. Vedremo se il governo sarà all’altezza dell’aspettative del PD, degli studenti e degli insegnanti che chiedono compatti il ritiro della legge.

Le ricette? Concorsi più rapidi, più meritocratici, più internazionali, con meno nepotismi, localismi e lobbismi disciplinari. Il reclutamento di nuovi docenti deve essere affidato ad una “commissione nominata dagli organi di governo dell’ateneo che valuta i curricula dei candidati”. Invece la promozione dei docenti “è effettuata dall’università di appartenenza, previo conseguimento da parte dei candidati di un’abilitazione professionale alla docenza rilasciata da una commissione nazionale”.

La seconda proposta riguarda l’introduzione di strumenti di valutazione: “Attivare al più presto l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca”, che sarà diretta da un organo nominato da “comitati di selezione internazionali”.

Quindi, il Pd chiede di “finanziare le università in base al merito”. Si tratta di ripartire in tre quote i finanziamenti all’università: la prima quota (che potrebbe rappresentare il 70% del totale) destinata a coprire i “costi standard”, definiti con “parametri prefissati e relativamente stabili nel tempo”; poi, la seconda quota (che potrebbe aggirarsi sul 20% di tutti i finanziamenti) verrà “assegnata su base annuale o biennale” e rappresenterà il premio per la valutazione positiva; infine, una terza quota (pari al 10% del totale) che finazierà “specifici obiettivi di sviluppo concordati tra ateneo, ministero e regione”.
La quarta proposta del Pd punta ad istituire un sistema “trasparente e internazionale” per finanziare la ricerca, obiettivo da realizzare attraverso una “Agenzia nazionale indipendente”.

Altro tema affrontato nelle proposte del Pd in tema di università è la riforma della “governance”, da rendere “più efficace, più efficiente e responsabile”, fermo restando che “il modello di governo di ciascuna università deve essere lasciato il più possibile alle scelte statutarie autonome dell’ateneo” pur nella presenza di “regole” con validità universale.
Per il Partito Democratico è necessario procedere anche ad una periodica valutazione del lavoro, incentivando i risultati migliori. “Il lavoro scientifico e didattico di ciascun professore sarebbe comunque valutato periodicamente lungo tutta la carriera e dall’esito positivo della valutazione dipenderanno gli incrementi stipendiali”.
Un’altra proposta, tra le dieci presentati dal PD, punta a dotare le università di più “giovani professori”, riducendo i “lunghi precariati”. Anche “in attesa di ripristinare il normale turn over dei docenti” bisogna escludere dal blocco “i reclutamenti di ricercatori”.
Bisogna poi “innalzare la qualità dei dottorati di ricerca per innalzare la qualità delle università”, “rendere gli studenti protagonisti”, garantendo “diritto allo studio e alla mobilità in Italia e in Europa”. Infine, è necessario prevedere “più finanziamenti pubblici al sistema universitario e par condicio tra le università”.

La ministra fa la gnorri

Ma la ministra Mariastella Gelmini ci è o ci fa? Beh, perché viene proprio da chiederselo quando la signora in questione va a dire ai giornalisti che non capisce perché gli universitari protestino, visto che l’università è toccata in minima parte dal suo decreto, convertito in legge. Naturalmente è tutta colpa della sinistra che dice le bugie. Solo che la ministra furbetta finge di dimenticare che se è vero che il decreto legge 137/08 (quello a cui lei si riferisce) tocca in minima parte l’università, il danno lo fa – ed è grande – la legge 133/08.

Che cosa accadrà all’università italiana? Ecco che cosa scrive in proposito un gruppo di dottorandi e ricercatori:

Con il blitz del 6 agosto il governo Berlusconi ha convertito in legge il decreto 112 – impudentemente chiamato “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” – proseguendo il processo di “riforma” da parte della destra di Scuola e Università. Ormai da un mese contro questo provvedimento scendono in piazza allievi, genitori, maestri, professori, personale tecnico e amministrativo, precari dell’insegnamento. La mobilitazione è forte anche nelle Università: la protesta di studenti, dottorandi, precari della ricerca si estende da Torino a Palermo, passando per Milano, Genova, Pisa, Firenze, Bologna, Roma… Alcune facoltà sono già state occupate, in altre i corsi sono stati bloccati, la didattica interrotta.
Non c’è da sorprendersi: tutti quelli che vivono e lavorano nelle scuole e nelle università hanno capito che il provvedimento Tremonti-Gelmini rappresenta un forte attacco a tutto il mondo della formazione, hanno capito che dietro a parole come “semplificazione” e “stabilizzazione” c’è il disimpegno dello Stato, che “competitività” e “perequazione” vogliono in realtà dire “svendita”. Dalle scuole materne fino a quelle di dottorato e oltre, tutto il sistema dell’istruzione viene destrutturato, attraverso tagli ai fondi, precarizzazioni, blocco delle assunzioni…

ECCO COSA PREVEDE LA LEGGE DI TREMONTI E GELMINI

- Blocco delle assunzioni: nei prossimi tre anni è prevista una sola assunzione ogni cinque pensionamenti. Il che vuol dire una drammatica riduzione del turn over e un conseguente invecchiamento della classe docente, già ora fra le più vecchie d’Europa. Ciò segnerà anche l’impossibilità d’accesso alla ricerca ed alla didattica dei più giovani, allungando in modo insostenibile i tempi del reclutamento.
Saranno assunti solo i pochissimi che possono aspettare i tempi delle lunghissime e indecorose “liste d’attesa”: per gli altri che non vengono da una famiglia benestante c’è la rinuncia o la fuga all’estero. Un
abbandono che impoverisce tutta la società, visto che l’istruzione e la ricerca non sono spese superflue, ma ciò su cui si gioca il futuro di un paese.

- Taglio ai fondi di finanziamento ordinario: fino al 2013 sono previsti tagli per 1mld 441 milioni di euro, una sottrazione pari a circa il 20% in meno ogni anno rispetto al bilancio 2008. Bilancio peraltro già irrisorio, visto che il 90% delle Università è costretta già da ora a sfondare i tetti di spesa. Questi tagli porteranno a un aumento indiscriminato delle tasse e del numero di studenti per docente, e ad un ulteriore peggioramento della qualità della didattica, della ricerca e di tutti i servizi, con riduzione delle borse di studio, peggioramento o chiusura di mense, biblioteche, laboratori, segreterie, residenze universitarie…
- Possibilità di trasformare le Università in fondazioni di diritto privato: per finanziarsi e sfruttare al massimo la loro “autonomia” (ma autonomia da cosa? Dai vincoli di civiltà che la collettività pone agli interessi smodati del mercato!), le Università apriranno a soggetti privati, come singoli finanziatori o aziende, l’accesso negli organi direttivi degli Atenei. Chiaramente, nessuno dà niente per niente, e così verrà alienato ciò che appartiene a tutti. Conseguenze: adeguamento dei programmi agli interessi delle aziende, maggiore controllo della ricerca (saranno infatti finanziati solo i programmi che rientrano in determinati criteri stabiliti dal governo o dall’UE), sino alla svendita “materiale” del patrimonio immobiliare per reperire fondi.

All’Università italiana mancano almeno 30.000 ricercatori per rientrare nella media OCSE. Abbiamo il minor numero di dottori di ricerca e di ricercatori per abitante d’Europa. Non certo per preoccupazioni di ordine sociale o culturale, ma solo per “armarsi” nell’aspra competizione del mercato globale, i governi dell’UE si sono impegnati nel 2002 a destinare alla ricerca almeno il 3% del PIL: il nostro paese ne spende oggi l’1%.

Ma anche in un periodo di crisi economica vanno cercate altrove le spese da tagliare: l’Italia è all’8° posto al mondo per spese militari (25mld di euro, oltre il 2% del PIL, in incremento continuo), senza parlare dell’evasione fiscale e dei 3mld di euro impegnati per finanziare i privilegi di una delle classi politiche più ricche e corrotte d’Europa!

Economia, le misure anti-crisi

Il ministro ombra delleconomia e delle finanze Pierluigi Bersani

Il ministro ombra dell'economia e delle finanze Pierluigi Bersani

Ecco le 11 proposte presentate il 16 ottobre dal Governo Ombra del PD per contrastare la crisi finanziaria.

Vi sembrano misure efficaci? Che cosa ne pensate?

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Il Pd condivide le misure di sostegno ai mercati finanziari concordate ai recenti appuntamenti dell’Eurogruppo ed Ecofin e finalizzate a garantire i risparmiatori, a ricapitalizzare le istituzioni finanziarie in difficoltà e ad assicurare il credito interbancario.

Il Pd condivide, pertanto, le misure previste nei due decreti legge approvati dal Governo a seguito delle riunioni dell’Eurogruppo; il Pd considera, tuttavia, necessario modificare i due decreti in due direzioni. In primo luogo, per coinvolgere il Parlamento e dare trasparenza alle principali scelte dell’esecutivo. In secondo luogo, per far fronte all’emergenza sul campo dell’economia reale: occupazione, redditi da lavoro e pensione, credito alle micro, piccole e medie imprese, investimenti pubblici e privati.

Infatti, dai mercati finanziari, la crisi ha investito l’economia reale. Gli andamenti delle Borse di tutto il mondo, dopo l’attuazione dei piani straordinari di salvataggio decisi dai Governi dell’Unione europea e degli stati Uniti, indicano la crescente preoccupazione degli operatori di mercato per la contrazione dell’attività economica. La priorità della politica economica ora è l’economia reale.

Per l’Italia, le previsioni per il 2009 sono drammatiche, peggiori di quelle fatte per gli altri Paesi europei. Dovrebbe essere evidente a tutti, ora, quanto il Pd sostiene da mesi, ossia che la politica economica del Governo è completamente fuori contesto: cosa valgono oggi le Robin tax, in un mondo bancario ed assicurativo in pesante difficoltà e la caduta dei prezzidel petrolio? A cosa serve la parziale detassazione degli straordinari, quando aumenta in modo esponenziale la cassa integrazione? Non era meglio utilizzare per chi non arriva alla quarta settimana i 2,5 miliardi di euro spesi per eliminare l’Ici sulle famiglie più ricche?

È necessario, quindi, un intervento anticiclico da parte del Bilancio Pubblico. Un intervento reso possibile dalla solidità dei nostri fondamentali di finanza pubblica (si vedano, da ultimo, le previsioni della Nota di Aggiornamento del DPEF 2009-2011 in base alle quali il saldo dei conti delle amministrazioni pubbliche va, in termini strutturali, in attivo di 0,2 punti percentuali di Pil nel 2011) e dalle indicazioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin in merito all’applicazione del Patto di Stabilità e Crescita.

In base a quanto premesso, il Pd propone i seguenti emendamenti ai decreti legge per la stabilità del sistema creditizio (DL 155/08 e DL 157/08) e al Disegno di Legge Finanziaria:

Per la trasparenza ed il controllo democratico:

1. previsione di parere obbligatorio vincolante a maggioranza qualificata da parte delle Commissioni Finanze di Camera e Senato per tutti i provvedimenti attuativi delle disposizioni contenute nei decreti legge 155/08 e 157/08;
2. istituzione di un comitato ad hoc per l’attuazione delle misure previste nei decreti 155/08 e 157/08. Il comitato, presieduto dal Ministro dell’Economia, è composto dal Governatore della Banca d’Italia, dal Presidente della Consob, e due componenti aventi requisiti di elevata professionalità ed assenza di conflitti di interesse, nominati dai presidenti di Camera e Senato;

Per le famiglie:

3. a partire da Dicembre 2008, in corrispondenza del pagamento della 13-esima mensilità, riduzione delle imposte sui redditi da lavoro e da pensione per un importo medio di 400 euro all’anno attraverso l’aumento delle detrazioni. L’intervento, da prevedere nel Disegno di Legge Finanziaria, implica una rimodulazione del percorso di raggiungimento del pareggio del bilancio delle pubbliche amministrazioni;

4. in considerazione della decisione della BCE di offrire rifinanziamento illimitato al 3,75% alle banche dell’area Euro, sostituzione dell’Euribor (oltre il 5% la media al 15/10/08) con il tasso applicato dalla BCE al rifinanziamento delle banche quale tasso di riferimento per il calcolo delle rate dei mutui a tasso variabile contratti per l’acquisto dell’abitazione di residenza;

5. accesso dei piccoli risparmiatori possessori di obbligazioni o polizze index linked inesigibili alle tutele previste per i risparmiatori Parmalat, Cirio, ecc.;

Per le micro, piccole e medie imprese:

6. concessione ai Confidi dell’artigianato, del commercio e dell’industria della garanzia dello Stato per i crediti in essere e per i crediti concessi, fino al 30/06/09, alle micro, piccole e medie imprese. Istituzione ed avvio, entro il 30/06/09 di un fondo interbancario di garanzia dei crediti concessi alle micro, piccole e medie imprese. In tale quadro, sollecitare le banche a sospendere le richieste di rientro alle micro, piccole e medie imprese. In assenza di escussione delle garanzie, l’intervento non determina riflessi sui saldi di finanza pubblica;
7. accelerazione dei pagamenti dovuti dalle pubbliche amministrazioni alle micro, piccole e medie imprese, fissando un limite inderogabile di 60 giorni;
8. previsione di una soglia di credito alle micro, piccole e medie imprese (ad esempio, per il 2008, almeno la media dell’ammontare concesso nel biennio 2006-07) per l’accesso delle banche agli interventi previsti nei DL 155/08 e 157/08;

Per i lavoratori a rischio di disoccupazione:

9. estensione in via straordinaria e temporanea, previa valutazione del Ministero del Welfare, dell’accesso agli ammortizzatori sociali ai lavoratori colpiti dalla crisi e sprovvisti di copertura assicurativa;

Per lo sviluppo:

10. ripristino della piena operatività del credito d’imposta per gli investimenti delle imprese nel Mezzogiorno;

11. ripristino, attraverso il ricorso temporaneo ad un anticipo da parte di Cassa Depositi e Prestiti (ex art. 78, c. 8 del DL 112/08), delle risorse per gli investimenti tagliate dai recenti interventi di finanza pubblica;
12. sostenere un piano straordinario di investimenti in infrastrutture di interesse europeo (per l’energia, per la mobilità) da finanziare attraverso l’emissione di Eurobonds come proposto da Delors negli anni ‘90.

Idee per il partito e per l’Italia?

Cari lettori di questo blog, non so in quanti siate, ma spero il più possibile… Finora siete rimasti silenziosi, ma lo scopo di questo sito e di questo blog non è quello di avere un pubblico di lettori silenziosi, ma delle persone che siano capaci di esprimere le loro idee, che provino passione per la politica, che si arrabbino quando vedono che la politica lavora male.

Vorrei allora spronarvi con delle domande:

Secondo voi il governo Berlusconi sta lavorando bene? Se sì, quali sono le cose che ha fatto meglio? Se no, quali sono le cose sbagliate che ha fatto?

L’opposizione del PD è un’opposizione incisiva? Se non lo è, che cosa dovrebbe fare per svolgere meglio il proprio compito di opposizione?

Il PD è un partito che funziona? Ci sono cose che cambiereste? Come si potrebbe migliorare?

Che cosa serve oggi all’Italia per essere un paese moderno e per far stare bene gli italiani?

Primarie dei giovani del 17 e 18 ottobre

Venerdì 17 e sabato 18 ottobre la politica si fa giovane per davvero!

In questi mesi tanti giovani che in Italia si sentono democartici e hanno voglia di dire la loro sulla politica si sono messi in rete e stanno dando vita a un ambizioso progetto: una grande organizzazione giovanile, capace di parlare di politica e di progetti direttamente con le idee e la voce dei più giovani.

Il 17 e il 18 ottobre il progetto diventa realtà con le primarie dei Giovani democratici: due giornate aperte a tutti gli under30 in cui decidere i temi principali della politica italiana e mettersi in gioco per portare avanti le proprie idee.

Tutti i giovani con meno di 30 anni e residenti in Italia possono unirsi al progetto, dire la loro sui problemi che vorrebbero vedere affrontati dalla politica e scegliere il segretario nazionale dell’organizzazione e i delegati nell’assemblea nazionale e regionale.

Centinaia in lombardia i giovani già coinvolti, con più di 15 seggi in preparazione anche in provincia di Bergamo. Na perla Daniele Mazzola, referente dei giovani democratici della nostra provincia:

“L’obiettivo è coinvolgere più ragazzi possibile, per confrontarsi sulla politica in Italia e elaborare idee serie e innovative. Molte risposte e schemi che la poltiica ha utilizzato in passato hanno esaurito la loro efficacia. Ora sta a noi ragazzi di questo millennio provare a dare nuove risposte.

Le primarie del 17 e 18 ottobre sono lo start ufficiale di questo progetto, che da mesi tanti ragazzi e ragazze italiani coltivano: lì tutti i giovani con meno di 30 anni potranno mettersi in gioco direttamente come candidati o scegliere i temi e le persone che meglio li rappresentano a livello regionale e nazionale.”

Per vedere il regolamento delle primarie fai clic qui.

Per altre informazioni visita il sito Fermenti democratici.

Una cosa importante

www.partitodemocratico.it

per firmare la petizione e aderire da subito alla campagna di mobilitazione del Partito nazionale

Incontro con Misiani e Sanga a Dalmine

Il giorno 30 giugno 2008, alle ore 21, presso la Sala Civica comunale di viale Betelli a Dalmine avremo la possibilità di ascoltare e successivamente dialogare con i parlamentari bergamaschi (onorevoli Misiani e Sanga) eletti nelle liste del Partito Democratico. Siete tutti invitati.

Risultati elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 nel Comune di Levate

Di seguito riportiamo i risultati ottenuti dai diversi partiti alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 nel comune di Levate. Se desiderate commentare i risultati, sia a livello locale sia a livello nazionale, potete farlo nello spazio riservato ai commenti. Ci piacerebbe sapere quali sono secondo voi i motivi che hanno portato alla vittoria della destra, al risultato straordinario della Lega Nord, alla scomparsa dal parlamento de La Sinistra L’Arcobaleno. Per quanto riguarda il PD, ha sbagliato qualcosa in campagna elettorale? Se sì, che cosa?

Elezione della Camera dei Deputati

Circoscrizione: Lombardia 2
Comune: Levate

Percentuale votanti: 88,357%

Capo coalizione o singola forza politica Liste Voti %
Silvio Berlusconi Il Popolo della Libertà 602 24,641%
Lega Nord 593 24,273 %
Totale coalizione 1.195 48,915%
Walter Veltroni Partito Democratico 739 30,249%
Di Pietro Italia dei Valori 149 6,099%
Totale coalizione 888 36,348%
Pier Ferdinando Casini
Unione di Centro 137 5,607%
Fausto Bertinotti
La Sinistra L’Arcobaleno 96 3,929%
Daniela Garnero Santanché
La Destra – Fiamma Tricolore 46 1,882%
Marco Ferrando
Partito Comunista dei Lavoratori 18 0,736%
Enrico Boselli
Partito Socialista 11 0,450%
Eva Rossi
Lega per l’Autonomia All. Lomb. Lega Pens. 10 0,409%
Giuliano Ferrara
Ass. Difesa della Vita. – Aborto? No, Grazie 9 0,368%
Bruno De Vita
Unione Democratica per i Consumatori 9 0,368%
Flavia D’Angeli
Sinistra Critica 8 0,327%
Stefano Montanari
Per il Bene Comune 7 0,286%
Roberto Fiore
Forza Nuova 7 0,286%
Stefano De Luca
Partito Liberale Italiano 2 0,081%
Totale 2.443

Elezione del Senato della Repubblica

Regione: Lombardia
Provincia: Bergamo
Comune: Levate

Percentuale votanti: 87,940%

Capo coalizione o singola forza politica Liste Voti %
Silvio Berlusconi Lega Nord 543 24,349%
Il Popolo della Libertà 542 24,304 %
Totale coalizione 1.085 48,654%
Walter Veltroni Partito Democratico 704 31,569%
Di Pietro Italia dei Valori 117 5,246%
Totale coalizione 821 36,816%
Pier Ferdinando Casini
Unione di Centro 115 5,156%
Fausto Bertinotti
La Sinistra L’Arcobaleno 87 3,901%
Daniela Garnero Santanché
La Destra – Fiamma Tricolore 39 1,748%
Eva Rossi
Lega per l’Autonomia All. Lomb. Lega Pens. 26 1,165%
Marco Ferrando
Partito Comunista dei Lavoratori 11 0,493%
Flavia D’Angeli
Sinistra Critica 10 0,448%
Renzo Rabellino
Lista dei Grilli Parlanti 10 0,448%
Enrico Boselli
Partito Socialista 9 0,403%
Bruno De Vita
Unione Democratica per i Consumatori 6 0,269%
Stefano Montanari
Per il Bene Comune 5 0,224%
Roberto Fiore
Forza Nuova 3 0,134%
Stefano De Luca
Partito Liberale Italiano 2 0,089%
Giorgio Galli
Fronte Indipendentista Lombardia 1 0,044%
Totale 2.230

Portavoce del circolo

logo_-politiche2280_img.jpgMartedì 25 marzo 2008 il coordinamento del circolo si è riunito per eleggere il proprio portavoce. All’unanimità è stata eletta portavoce Federica Bruletti.

Il coordinamento del circolo

Nel corso di un’assemblea a cui hanno partecipato circa 60 persone tra coloro che avevano votato alle primarie del 14 ottobre 2007 e simpatizzanti del PD è stato eletto il coordinamento del circolo di Levate del Partito Democratico. Ne fanno parte:

  • Maurizio Asperti
  • Stefano Asperti
  • Federica Bruletti
  • Diana Castelli
  • Angioletta Ferrari
  • Luisa Moioli
  • Beniamino Nava
  • Ambrogio (Ilario) Piatti
  • Maurizio Regazzoni
  • Lara Ronzoni

Si ricorda che del coordinamento possono far parte di diritto tutti i consiglieri comunali che abbiano votato alle primarie del 14 ottobre o abbiano preso parte alla costituzione del circolo e che abbiano ritirato l’attestato di fondatori versando una quota associativa (offerta libera).

Benvenuti

Benvenuti sul blog del neonato circolo del Partito Democratico di Levate. Nelle prossime settimane vi accompagneremo verso le elezioni del 13 e 14 aprile.